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Feb
29
Sab
DIALOGHI DI PROFUGHI
Feb 29@21:00–22:00

Venerdì 28 e sabato 29 febbraio | ore 21.00

DIALOGHI DI PROFUGHI
con Rosario Terrone e Matteo Pecorini
e con la partecipazione di Claudio Ascoli

Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: 055.6236195 335.6270739 | info@chille.it

Abbonamento ai 4 spettacoli rassegna Il teatro dei Chille 15 €
Biglietto intero 12€
Ridotto:
Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€

Si tratta di uno spettacolo di Claudio Ascoli, che ne firma la regia con Sissi Abbondanza, liberamente ispirato ad uno dei testi più divertenti e allo stesso tempo amari di Brecht: Dialoghi di profughi. Non sono un testo teatrale. Lo scrittore di drammi li scrisse negli anni Quaranta, durante il soggiorno in Finlandia nel 1940 dopo la fuga dalla Germania nazista.

“Il passaporto è la parte più nobile di un uomo. E difatti non è mica così semplice da fare come un uomo. Un essere umano lo si può fare dappertutto, nel modo più irresponsabile e senza una ragione valida; ma un passaporto, mai. (…) La metta così: dove niente sta al posto giusto, c’è disordine. Dove al posto giusto non c’è niente, lì c’è ordine. L’ordine oggigiorno si ha soprattutto là dove non c’è niente. E’ un fenomeno di carenza”.

Ecco alcune frasi lapidarie, sorprendentemente attuali e amaramente divertenti – “una buona causa, dice Bertolt Brecht, la si può sempre esporre anche in modo divertente” – tratte dai “Dialoghi di profughi” che lo scrittore scrisse nel 1940-1941 negli anni del suo esilio in Finlandia dopo la fuga dalla Germania nazista. La Finlandia era la terza tappa dopo la Danimarca e la Svezia e prima degli Stati Uniti. Brecht aveva appena scritto Madre Coraggio, si trovava in un periodo di massima maturità e fecondità artistica.
Lo spettacolo parte dall’arrivo ad Helsinki dello scrittore di drammi. Brecht (Claudio Ascoli) ha con sé le voci e le presenze della sua famiglia allargata e delle sue donne: la moglie ad attrice Helene Weigel, la dolce collaboratrice e innamorata Margarete Steffin, e ancora Ruth Berlau, attrice e regista danese conosciuta a Copenaghen, ben presto sua appassionata amante.
Al ristorante della stazione, davanti a un boccale di birra, Brecht scrive senza sosta i Dialoghi di profughi. Ecco arrivare due giovani attori (Matteo Pecorini e Rosario Terrone): vengono da Copenaghen, dove hanno recitato Teste tonde e teste a punta, altra commedia brechtiana. D’un tratto il ristorante si trasforma in Teatro e… prende vita il divertente dialogo tra lo scienziato- intellettuale Ziffel e l’operaio Kalle. Uno strano intellettuale e un non meno strano operaio. Nei dialoghi tra loro ogni tanto… appare Hitler, citato come l’Imbianchino o il Comediavolosichiama.
Come spesso gli accadeva, dopo averli abbozzati in grandi linee, Brecht non diede l’ultima mano ai Dialoghi né vi ritornò dopo. Furono pubblicati, incompiuti, solo dopo la sua morte nel 1962.
I Dialoghi, ad oggi uno dei testi brechtiani meno frequentati, sono anche un’amara e divertente riflessione su potere e populismo:

“Le dirò una cosa: il potere, il popolo se lo prende solo in caso di estrema necessità. Dipende dal fatto che gli uomini in generale pensano soltanto in caso di estrema necessità. Solo con l’acqua alla gola. La gente ha paura del caos. Ha sempre bisogno di ordine.”

Lo spettacolo dei Chille termina con una breve lezione-riflessione su “a cosa serve il Teatro?” e come possa favorire la “grande arte della convivenza”… il tutto mentre la nave che sta portando Brecht in America è ferma al largo in attesa che venga concesso il visto per poter approdare nella terra della libertà!

 

Scrittura scenica
Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza
Scene
Sissi Abbondanza, Renato Esposito, Paolo Lauri
Tecnico luci e suoni
Gabriele Ramazzotti
Musiche originali
Alessio Rinaldi
Voci
Helene Weigel: Vania Mattioli
Margarete Steffin: Chiara Zavattaro
Ruth Berlau: Beatrice Massaro
Mar
7
Sab
CASA DI BAMBOLE
Mar 7@21:00–22:00

Sabato 7 e domenica 8 marzo | ore 21.00

CASA DI BAMBOLE
di e con Sissi Abbondanza

Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: 055.6236195 335.6270739 | info@chille.it

Abbonamento ai 4 spettacoli rassegna Il teatro dei Chille 15 €
Biglietto intero 12€
Ridotto:
Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€

Casa di bambole è una creazione di e con Sissi Abbondanza, storica presenza dei Chille, che negli ultimi anni ha narrato teatralmente straordinarie figure femminili come Giusi Pastore. Le immagini sono a cura di Paolo Lauri, luci e suoni di Gabriele Ramazzotti..

Casa di bambole indaga su un universo di solitudine, ma stavolta in un mondo di soli replicanti, in cui non si ritrovano più persone ma ectoplasmi. Una donna nella sua casa (nido e prigione) alla fine di una festa e in attesa l’indomani dell’arrivo del suo uomo, scopre un’altra se stessa (reale o immaginaria?) con cui dialogare. Lo spettacolo è una riflessione sull’incapacità di rapportarsi nel reale che spinge verso dialoghi isolati, creando mondi in cui si finisce con il parlare in un infinito, crudele soliloquio.

Il testo di Sissi Abbondanza è liberamente ispirato agli scritti di Ingeborg Bachmann, parole invase dall’ansia di libertà ed amore, soprattutto all’indomani del suicidio di Paul Celan, poeta anche lui e disperato amore della Bachmann. Celan, ebreo e vittima dell’orrore dei campi, si uccise alcuni anni dopo la Shoah, gettandosi nella Senna, e la Bachmann scrisse «La mia vita finisce perché lui è annegato nel fiume durante la deportazione, era la mia vita. L’ ho amato più della mia vita». 

Abbondanza racconta la disperata solitudine di una donna, riflette con la Bachmann sulla facoltà dell’uomo di cannibalizzare le vite degli altri, di derubarle e impoverirle. Crimini privati, atti di morte senza azione, dove il carnefice aspetta e basta, forse lascia che la vittima si ammali e crolli. Qualcuno non muore: sopravvive, ma sopravvive e basta: “Voglio essere libera. Così libera da poter essere indotta in tentazione ancora una volta. Desidero una grande tentazione, assumerne la responsabilità ed esserne dannata. Oggi io non vivo, aderisco a tutto, mi lascio coinvolgere in tutto quello che accade, in modo da non poterne mai cogliere una mia personale occasione. Il tempo mi sta appeso a brandelli. Voglio decidere chi sono.” E ancora: “Non ho più nulla da temere. Deve incominciare a diventare importante ciò che io penso e credo, e non più ciò che mi hanno costretta a pensare e la vita che mi avevano permesso di vivere…lavorerei più volentieri. Anche se ho sempre lavorato volentieri, ma al mio lavoro manca la maledizione, la costrizione, l’assoluta necessità.”

Mar
8
Dom
CASA DI BAMBOLE
Mar 8@21:00–22:00

Sabato 7 e domenica 8 marzo | ore 21.00

CASA DI BAMBOLE
di e con Sissi Abbondanza

Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: 055.6236195 335.6270739 | info@chille.it

Abbonamento ai 4 spettacoli rassegna Il teatro dei Chille 15 €
Biglietto intero 12€
Ridotto:
Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€

Casa di bambole è una creazione di e con Sissi Abbondanza, storica presenza dei Chille, che negli ultimi anni ha narrato teatralmente straordinarie figure femminili come Giusi Pastore. Le immagini sono a cura di Paolo Lauri, luci e suoni di Gabriele Ramazzotti..

Casa di bambole indaga su un universo di solitudine, ma stavolta in un mondo di soli replicanti, in cui non si ritrovano più persone ma ectoplasmi. Una donna nella sua casa (nido e prigione) alla fine di una festa e in attesa l’indomani dell’arrivo del suo uomo, scopre un’altra se stessa (reale o immaginaria?) con cui dialogare. Lo spettacolo è una riflessione sull’incapacità di rapportarsi nel reale che spinge verso dialoghi isolati, creando mondi in cui si finisce con il parlare in un infinito, crudele soliloquio.

Il testo di Sissi Abbondanza è liberamente ispirato agli scritti di Ingeborg Bachmann, parole invase dall’ansia di libertà ed amore, soprattutto all’indomani del suicidio di Paul Celan, poeta anche lui e disperato amore della Bachmann. Celan, ebreo e vittima dell’orrore dei campi, si uccise alcuni anni dopo la Shoah, gettandosi nella Senna, e la Bachmann scrisse «La mia vita finisce perché lui è annegato nel fiume durante la deportazione, era la mia vita. L’ ho amato più della mia vita». 

Abbondanza racconta la disperata solitudine di una donna, riflette con la Bachmann sulla facoltà dell’uomo di cannibalizzare le vite degli altri, di derubarle e impoverirle. Crimini privati, atti di morte senza azione, dove il carnefice aspetta e basta, forse lascia che la vittima si ammali e crolli. Qualcuno non muore: sopravvive, ma sopravvive e basta: “Voglio essere libera. Così libera da poter essere indotta in tentazione ancora una volta. Desidero una grande tentazione, assumerne la responsabilità ed esserne dannata. Oggi io non vivo, aderisco a tutto, mi lascio coinvolgere in tutto quello che accade, in modo da non poterne mai cogliere una mia personale occasione. Il tempo mi sta appeso a brandelli. Voglio decidere chi sono.” E ancora: “Non ho più nulla da temere. Deve incominciare a diventare importante ciò che io penso e credo, e non più ciò che mi hanno costretta a pensare e la vita che mi avevano permesso di vivere…lavorerei più volentieri. Anche se ho sempre lavorato volentieri, ma al mio lavoro manca la maledizione, la costrizione, l’assoluta necessità.”

Mar
21
Sab
PER ALBERTA
Mar 21@21:00–22:00


Sabato 21 marzo |
ore 21.00 _Giornata mondiale della Poesia_

PER ALBERTA

INGRESSO LIBERO

Il 21 marzo è la Giornata mondiale della Poesia indetta dall’Unesco nel 1999: i Chille vi aderiscono sin dalla sua prima edizione. Spesso il progetto ha visto la partecipazione in prima persona della poetessa Alberta Bigagli, scomparsa purtroppo nell’agosto 2017. Quest’anno il Trust Alberta Bigagli onlus, che cura la sua eredità letteraria, ha lanciato un Bando nazionale dedicato alla poesia e più in generale alla “Parola” come strumento di incontro con l’Altro. Sono così stati selezionati 3 giovani under 35 per ripercorrere uno dei progetti più amati dalla Bigagli: “Tu parli io scrivo”.  Esso ha l’obiettivo di dare voce a chi vive ai margini della società, raccogliendone in più incontri le parole, da far poi rivivere liberamente in poesie o scritti. I giovani hanno incontrato persone a Montedomini, alla Fenice e alle Ronde della Carità: i materiali elaborati alla fine di questi incontri saranno presentati a San Salvi proprio sabato 21 marzo, in una serata intitolata “Per Alberta”.

Mar
27
Ven
LA BAMBOLA E LA PUTANA
Mar 27@21:00–22:00


Venerdì 27 marzo
ore 21:00
Teatro Scientifico di Verona
_Teatro_

LA BAMBOLA E LA PUTANA

di Vittorino Andreoli

Ingresso 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€
Posti limitati. Prenotazione consigliata
Info e prenotazioni 055.6236195 335.6270739 | info@chille.it

Uno spettacolo di Isabella Caserta e Francesco Laruffa

Per la tematica trattata, lo spettacolo è vietato ai minori di anni 16.

Due atti unici mai rappresentati dello psichiatra veronese Vittorino Andreoli  accomunati dalla tematica sessuale.
Andreoli, con il linguaggio scarno e diretto della quotidianità, non edulcorato, drammatico e ironico, che squarcia il velo di perbenismo ipocrita sotto il quale l’uomo ama nascondersi, ci conduce in un mondo dove ogni cosa è rappresentata per quello che è e all’estremo (sesso, sentimenti, violenza e passioni) per rivelarci le pulsioni dell’uomo, i suoi desideri più proibiti e segreti. Teatro di parola che squarcia e scopre l’io recondito, che lo svela nella sua crudezza per cercare di capire il disagio, la malattia, la realtà.

“La bambola” racconta di un uomo (potrebbe essere il vicino della porta accanto) e le sue ossessioni. Andreoli, profondo conoscitore della mente umana, sviluppa in maniera insolita il tema della violenza contro le donne, indaga nella mente del maschio e racconta cosa avviene nella testa di quest’uomo. “Hai le scarpe che ho scelto. Tu non puoi cambiare idea. Tu sei mia. Mia per sempre. Tu pensi quello che io penso. Tu vuoi quello che io voglio.”

“La putana”: confessioni tra il divertente e l’amaro di una donna che, con un linguaggio popolare e senza filtri, parla al pubblico della sua vita, dei suoi desideri e della cruda realtà del suo quotidiano. Con un passato di sofferenza che lei in qualche modo giustifica, accetta con pragmatica rassegnazione l’ineluttabilità del suo destino e del suo “mestiere” che racconta in modo schietto, sincero e con disinvoltura, celando l’amarezza che però in alcuni momenti emerge. Spaccato sociale che ci mostra un mondo che non è lontano come si potrebbe pensare, ma che spesso si preferisce non vedere o tenere nascosto.

Mar
29
Dom
FESTA DI SPACCIAMO CULTURE
Mar 29@16:00–17:00

Domenica 29 marzo
16.00
_Festa-Evento_

FESTA DI SPACCIAMO CULTURE
Festa multidisciplinare collettiva

Spacciamo Culture è un percorso di rigenerazione del patrimonio materiale e immateriale dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di San Salvi, a partire dalla memoria del luogo e in vista della creazione di qualcosa …che guarda avanti!

Il percorso è iniziato il 13 dicembre 2019 con la selezione dei 10 Artisti candidati under 35 e termina con la creazione di una festa multidisciplinare collettiva che si svolgerà a San Salvi il 29 marzo 2020!

Durante tutto il periodo sarà presente un laboratorio di creazione permanente ospitato presso la compagnia teatrale Chille de la balanza pad.16 a San Salvi.

La partecipazione alla Festa/Evento è gratuita! Ma si accede SOLO CON INVITO

Gli ARTISTI/COLLETTIVI PARTECIPANTI:
– Lo Spazio dell’Inutilità: azioni programmatiche atte all’inutile (Maria Giovanna Abbate in collaborazione con Leonardo Corti, Valeria Valluzzi, Sarah Mirante)
– Cenacoli Ombrelliferi (Victoria DeBlassie e Connor Maley)
– Sketch of Light from the Abyss (Noemi di Nuccio)
– Fuori di Sé (Poliedro: Giorgia Damiano, Giulia Ferretti, Caterina Liverani, Letizia Malaccari, Maria Vittoria Malatesta)
– Dialogo Sonoro (Matteo Maienza in collaborazione con ACA Associazione Cavallo Ambiente)
– Tatiana Mantovani
– Murale Musicale (Elisa Mapelli)
– S_Copriti (Silvia Messi e Andrea Pecis in collaborazione con Artisti)
– Testimoni (Zoya Shokoohi)
– Contagio (Chiara Lastri e Niccolò Renzi)

Qui un’anteprima dei progetti in corso → https://bit.ly/3252Lpp

Spacciamo Culture è un progetto di Chille de la balanza, tra i vincitori del Bando “Partecipazione Culturale” indetto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.
Si realizza in collaborazione con Architectura.place, partecipano: DIDA Dipartimento di Architettura Università di Firenze; Accademia di Belle Arti; LABA Libera Accademia di Belle Arti di Firenze.