PROSSIMI APPUNTAMENTI

Ago
28
Mer
IL FILM LO SCEGLI TU
Ago 28@21:15–22:45

Mer 7 – 14 – 21 – 28 agosto
ore 21:15
_Film_
IL FILM LO SCEGLI TU
in collaborazione con Chille Mon Amour

Ingresso LIBERO!
Posti limitati. Prenotazione consigliata

Info e prenotazioni: 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Riprendendo e reinventando quanto già accadeva in alcuni cinema a Firenze, come al mitico Universale, dove era il pubblico a imporre di fatto la programmazione dei film, anni fa i Chille pensarono ad una sorta di votazione pubblica per scegliere cosa vedere tutti insieme.

Nella sostanza… chi arriverà a San Salvi avrà a disposizione diversi film da votare per scegliere cosa vedere dopo pochi minuti!

Tema dell’edizione 2019: Siamo tutti migranti.
E in sottotitolo Fiabe, Commedie e Tragedie su quando noi eravamo migranti.  

Come si vede, un tema (purtroppo) di forte attualità, che i Chille propongono di affrontare tutti insieme. A inizio serata, gli spettatori votano un film da un elenco di pellicole disponibili. E, come sempre, in “Il film lo scegli tu” il vero spettacolo è l’appassionata e divertente votazione, guidata e provocata da Claudio Ascoli. Gli spettatori infatti, invitati alle ore 21 e 15, potranno votare uno solo dei film a disposizione. I due più votati andranno ad un ballottaggio finale (un puro doppio turno alla francese) che finalmente condurrà alla scelta del film da vedere! In questi anni è accaduto di tutto: dai sorteggi per la scelta finale a causa della parità di voti guadagnati dai film, ai litigi tra coppie di persone schierate su sponde avversarie, dai divertenti tentativi di compravendita di voti per riuscire finalmente a vedere il film preferito… all’arrivo di gruppi di amici che si presentavano a San Salvi all’ultimo minuto con una precisa ed unica indicazione di voto. 

“Il film lo scegli tu” è ad ingresso libero e, i Chille ne sono certi, come sempre saranno invasi da cinefili di ogni età accomunati dalla voglia… di vedere un film tutti insieme!
Anche per questo si consiglia la prenotazione.

ELENCO FILM:

Il cammino della speranza (1950) Pietro Germi 101’
con RAF VALLONE, ELENA VARZI, SARO URZÌ
Sceneggiatura di FEDERICO FELLINI, TULLIO PINELLI
Fotografia di LEONIDA BARBONI

Rimasto senza lavoro, un gruppo di poveri siciliani parte verso nord nell’intento di raggiungere la Francia. Ma l’uomo che ha promesso loro, dietro compenso, di organizzare il loro espatrio clandestino, è in realtà un truffatore che li abbandona al loro destino ai piedi delle Alpi.

 

I magliari (1959) Francesco Rosi 107’
con ALBERTO SORDI, RENATO SALVATORI, ALDO GIUFFRÉ
Sceneggiatura di SUSO CECCHI D’AMICO, FRANCESCO ROSI, GIUSEPPE PATRONI GRIFFI
Fotografia di GIANNI DI VENANZO, AIACE PAROLIN

Mario Balducci (Renato Salvatori), giovane operaio italiano, sta per lasciare Hannover – dove ha tentato invano di far fortuna – per tornare in Italia, ma conosce per caso Totonno (Alberto Sordi), astuto trafficante romano, che si è arricchito vendendo stoffe e tappeti e si fa convincere a restare.

 

Permette? Rocco Papaleo (1971) Ettore Scola 104’
Con MARCELLO MASTROIANNI, LAUREN HUTTON, TOM REED
Sceneggiatura ETTORE SCOLA, RUGGERO MACCARI
Fotografia di CLAUDIO CIRILLO

Rocco Papaleo, emigrato in America per fare fortuna come pugile, si ritrova dopo vent’anni a fare l’ascensorista in una miniera. Va a Chicago per assistere ad un match e incontra una fotomodella, che se lo porta a casa per capriccio; ma Rocco si illude, decide di fermarsi in città per qualche giorno e…

Pane e cioccolata (1973) Franco Brusati 115’
Con NINO MANFREDI, ANNA KARINA, JOHNNY DORELLI
Sceneggiatura FRANCO BRUSATI, IAIA FIASTRI, NINO MANFREDI
Fotografia di LUCIANO TOVOLI

Nino, emigrato in Svizzera, riesce ad ottenere un contratto trimestrale come cameriere in un ristorante, ma viene licenziato e privato del permesso di soggiorno. Invece di tornare in Italia si rifugia in casa di Elena, un’esule greca con cui instaura un legame affettivo. Espatriato come lui ma per ragioni fiscali, un industriale italiano lo assume al suo servizio, ma il giorno seguente, abbandonato dalla moglie e in piena crisi finanziaria, si uccide dopo aver sottratto a Nino tutti i suoi risparmi.

My name is Tanino (2002) Paolo Virzì 106’
Con CORRADO FORTUNA
Sceneggiatura FRANCESCO BRUNI, FRANCESCO PICCOLO, PAOLO VIRZÌ
Fotografia di ARNALDO CATINARI

Tanino, ventenne sognatore della provincia siciliana s’invaghisce di Sally, una ragazza americana in vacanza in Sicilia. Finita l’estate lei torna in USA ma lui, affascinato dal sogno americano e desideroso di rivederla, decide di partire per gli Stati Uniti con la scusa di riportarle una videocamera dimenticata.

Nuovomondo (2006) Emanuele Crialese 111’
Con VINCENZO AMATO, FRANCESCO CASISA, CHARLOTTE GAINSBOURG
Sceneggiatura  EMANUELE CRIALESE
Fotografia di AGNÈS GODARD

Sicilia. Inizi del Novecento. Salvatore è un uomo semplice, non va in cerca di grandi fortune né di gloria, ma è guidato da una lucida consapevolezza: affrontare il lungo e pericoloso viaggio attraverso l’oceano per giungere a New York agli albori del XX secolo. Sull’enorme nave che li porta a New York, Salvatore conosce Lucy, giovane donna inglese dai capelli rossi, che è stata rimandata indietro già una volta dagli Stati Uniti.

Una vita tranquilla (2010) Claudio Cupellini 105’
Con TONI SERVILLO, MARCO D’AMORE, FRANCESCO DI LEVA
Sceneggiatura di FILIPPO GRAVINO, GUIDO IUCULANO, CLAUDIO CUPELLINI
Fotografia di GERGELY POHARNOK

Rosario Russo ha poco più di cinquant’anni. Da dodici vive in Germania dove gestisce, insieme alla moglie Renate, un albergo ristorante. La sua vita, ora, scorre serena: ha un bambino, un aiuto cuoco che è anche un amico e molti progetti per il futuro. Un giorno di febbraio nel ristorante di Rosario arrivano due ragazzi italiani, Edoardo e Diego, su mandato della camorra. Da quel giorno, la vita di Rosario prende una piega inaspettata.

Itaker – Vietato agli italiani (2012) Toni Trupia 98’
Con FRANCESCO SCIANNA, NICOLA NOCELLA, VINCENZO PELUSO e con la partecipazione di MICHELE PLACIDO
Sceneggiatura di MICHELE PLACIDO, TONI TRUPIA, LEONARDO MARINI
Fotografia di ARNALDO CATINARI

1962.Il piccolo Pietro (Tiziano Talarico), rimasto orfano dopo la morte della madre, è in viaggio insieme a uno sconosciuto di nome Benito (Francesco Scianna). L’uomo gli ha promesso che quando arriveranno in terra tedesca gli farà rivedere suo padre emigrato da tempo, ma in realtà gioca d’inganno, usando il bambino per ottenere un lasciapassare per la frontiera…

Banat. Il viaggio (2016) Adriano Valerio 82’
Con EDOARDO GABBRIELLINI, ELENA RADONICICH, PIERA DEGLI ESPOSTI
Sceneggiatura di ADRIANO VALERIO, EZIO ABBATE
Fotografia di JONATHAN RICQUEBOURG

Ivo e Clara vivono a Bari. Ivo è agronomo ed ha appena accettato un’offerta di lavoro in Romania. Clara esce da una difficile storia d’amore. Si incontrano per caso nell’appartamento dell’eccentrica Signora Nitti: lui è affittuario uscente, lei la nuova inquilina. E si riconoscono all’istante, entrambi sospesi tra una vita che finisce e una nuova che comincia. Poi Ivo parte per la Romania e Clara resta a Bari. Quando perde il suo lavoro in un cantiere navale, Clara decide di raggiungerlo. Insieme condividono lo spaesamento in una terra straniera e l’incertezza del futuro, così come la sensazione di un amore che sta nascendo. L’esilio dalla loro terra è l’unico modo per essere felici?

Ago
29
Gio
UNA SPLENDIDA GIORNATA DA CLANDESTINO
Ago 29@21:30–22:45

Giovedì 29 agosto
ore 21:30

Teatro Miela Trieste
_Teatro_
UNA SPLENDIDA GIORNATA DA CLANDESTINO
Di Giuseppe Nicodemo
ispirato a un reportage di Gianpaolo Sarti per “Il Piccolo” di Trieste
regia di Sabrina Morena

Ingresso 12€
Ridotto Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€ 

Posti limitati. Prenotazione consigliata
Info e prenotazioni: 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Per la prima volta, un reportage giornalistico diventa uno spettacolo teatrale che affronta da una prospettiva originale il tema dei migranti. A Trieste il giornalista Gianpaolo Sarti si finge migrante per un giorno e scrive un’ inchiesta sulla situazione dei richiedenti asilo, raccontando la città nascosta, quella degli emarginati che si rifugiano al “Silos”, un vecchio edificio abbandonato, ma anche la città che accoglie, la città che si prende cura delle persone in difficoltà.
Giuseppe Nicodemo, autore e attore del Teatro di Fiume, ha adattato il reportage calandolo in una dimensione in cui si confondono sogno e realtà, evocando la condizione di sospesa marginalità del mondo dei profughi e al contempo evidenziando le loro qualità umane.

Interpreta il ruolo del giornalista il giovane attore Francesco Godina. Lo spettacolo si avvale anche della collaborazione di Zabiullah Ahmadi, rifugiato afgano che vive e lavora a Trieste, il quale in video racconta l’esperienza di vita di un rifugiato.

Sabrina Morena ha curato la regia, combinando i diversi piani del testo attraverso la ricostruzione di uno spazio che evoca il mondo degli emarginati, avvalendosi di proiezioni e video mapping a cura di Den Baruca e Davide Sanson. Gli scatti dei fotografi del Piccolo Andrea Lasorte, Francesco Bruni eMassimo Silvano sono stati rielaborati andando a fare parte integrante della scenografia ideata da Marco Juratovec.

“Una splendida giornata da clandestino” è nato all’interno del festival S/paesati – eventi sul tema delle migrazioni che davent’anni si occupa dei temi riguardanti l’accoglienza, il rispetto dei diritti umani e le pari opportunità.

con Francesco Godina
con la partecipazione in video di Zabiullah Ahmadi
scenografie di Marco Juratovec
videodesign Den Baruca e Davide Sanson
riprese Ettore Spezza
produzione Bonawentura Teatro Miele di Trieste
in collaborazione con Il Piccolo di Trieste

Ago
31
Sab
MIGRANTI SANTI PRESUNTI LATITANTI
Ago 31@21:30–22:30

Sabato 31 agosto
ore 21:30

MIGRANTI SANTI

PRESUNTI LATITANTI
Un rito in canti e racconti
Di Ascanio Celestini e Alessio Lega
Con Guido Baldoni alla fisarmonica

Abbonamento 3 spettacoli 15€
Biglietto singolo 12€
Ridotto Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€

Posti limitati.
Prenotazione obbligatoria.
Pagamento anticipato con Paypal, bonifico o contanti.

Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Discorsi e ritornelli da bar, l’incontro – consueto ma sempre improvvisato – fra le storie di Ascanio e i canti di Alessio sono come un ininterrotto incrocio di voci attorno al bancone. Il bar è l’ultimo luogo dove si va a cercare lo spirito in un bianchino, dove si leggono i giornali che ormai sembrano essi stessi discorsi da bar. Dove si sbraita di migranti, di lavoro rubato ma dove dopo un bicchiere si può ancora offrire da bere a uno sconosciuto. Questo spettacolo, nel quale le storie aguzze e disturbanti, comiche come una lama di Ascanio incontrano i canti appassionati e ribelli di Alessio, rinnova il mestiere del cantastorie celebrando il rito dell’incrocio di voci al bar.
Attenzione questo non è teatro-canzone, questa è vita.

Set
1
Dom
DIALOGHI DI PROFUGHI
Set 1@21:00–22:00

Prima assoluta
Domenica 1 settembre | ore 21:00
in caso di pioggia spettacolo al chiuso

Chille de la balanza
DIALOGHI DI PROFUGHI
con Matteo Pecorini, Rosario Terrone
e con la partecipazione di Claudio Ascoli nel
ruolo di Bertolt Brecht

Scrittura scenica
Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza
Scene
Sissi Abbondanza, Renato Esposito, Paolo Lauri
Esecuzione luci e suoni
Gabriele Ramazzotti
Musiche originali
Alessio Rinaldi
Voci
Helene Weigel: Vania Mattioli
Margarete Steffin: Chiara Zavattaro
Ruth Berlau: Beatrice Massaro

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€
Ridotto Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€ 

Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Dopo lo studio dello scorso anno i Chille de la balanza producono uno spettacolo dal testo incompiuto di Bertolt Brecht Dialoghi di profughi.

“Il passaporto è la parte più nobile di un uomo. E difatti non è mica così semplice da fare come un uomo. Un essere umano lo si può fare dappertutto, nel modo più irresponsabile e senza una ragione valida; ma un passaporto, mai. (…) La metta così: dove niente sta al posto giusto, c’è disordine. Dove al posto giusto non c’è niente, lì c’è ordine. L’ordine oggigiorno si ha soprattutto là dove non c’è niente. E’ un fenomeno di carenza”.

Ecco alcune frasi lapidarie, sorprendentemente attuali e amaramente divertenti – “una buona causa, dice Bertolt Brecht, la si può sempre esporre anche in modo divertente” – tratte dai “Dialoghi di profughi” che lo scrittore scrisse nel 1940-1941 negli anni del suo esilio in Finlandia dopo la fuga dalla Germania nazista. La Finlandia era la terza tappa dopo la Danimarca e la Svezia e prima degli Stati Uniti. Brecht aveva appena scritto Madre Coraggio, si trovava in un periodo di massima maturità e fecondità artistica.
Lo spettacolo parte dall’arrivo ad Helsinki dello scrittore di drammi. Brecht (Claudio Ascoli) ha con sé le voci e le presenze della sua famiglia allargata e delle sue donne: la moglie ad attrice Helene Weigel, la dolce collaboratrice e innamorata Margarete Steffin, e ancora Ruth Berlau, attrice e regista danese conosciuta a Copenaghen, ben presto sua appassionata amante.
Al ristorante della stazione, davanti a un boccale di birra, Brecht scrive senza sosta i Dialoghi di profughi. Ecco arrivare due giovani attori (Matteo Pecorini e Rosario Terrone): vengono da Copenaghen, dove hanno recitato Teste tonde e teste a punta, altra commedia brechtiana. D’un tratto il ristorante si trasforma in Teatro e… prende vita il divertente dialogo tra lo scienziato- intellettuale Ziffel e l’operaio Kalle. Uno strano intellettuale e un non meno strano operaio. Nei dialoghi tra loro ogni tanto… appare Hitler, citato come l’Imbianchino o il Comediavolosichiama.
Come spesso gli accadeva, dopo averli abbozzati in grandi linee, Brecht non diede l’ultima mano ai Dialoghi né vi ritornò dopo. Furono pubblicati, incompiuti, solo dopo la sua morte nel 1962.
I Dialoghi, ad oggi uno dei testi brechtiani meno frequentati, sono anche un’amara e divertente riflessione su potere e populismo:

“Le dirò una cosa: il potere, il popolo se lo prende solo in caso di estrema necessità. Dipende dal fatto che gli uomini in generale pensano soltanto in caso di estrema necessità. Solo con l’acqua alla gola. La gente ha paura del caos. Ha sempre bisogno di ordine.”

Lo spettacolo dei Chille termina con una breve lezione-riflessione su “a cosa serve il Teatro?” e come possa favorire la “grande arte della convivenza”… il tutto mentre la nave che sta portando Brecht in America è ferma al largo in attesa che venga concesso il visto per poter approdare nella terra della libertà!

Set
2
Lun
DINO CAMPANA, un poeta camminante
Set 2@21:00–22:00

Lunedì 2 settembre
ore 21:00

Teatro delle selve 
DINO CAMPANA
un poeta camminante

di e con Franco Acquaviva
e con Stefano Acquaviva
Assistenza alla regia: Anna Olivero

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata.

Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Campana fu poeta camminante, tutta la sua poesia è profondamente immersa in questo vagare nell’anima del paesaggio italiano tra Toscana, Emilia-Romagna, Liguria e Umbria.
In seguito alle note vicende Campana fu rinchiuso in manicomio, dove uno psichiatra di nome Carlo Pariani lo sottopose a un ciclo di interviste per cercare di comprendere il nesso follia-genio. Ho immaginato il poeta che, pur essendo ancora libero di vagabondare, è già imprigionato nelle sue ossessioni, che si materializzano prendendo la forma delle diverse figure di “persecutori” che sempre lo assediarono: i
marradesi, la madre, i letterati fiorentini, la Aleramo, i ragazzini per strada al suo paese, infine proprio lo psichiatra Pariani. Incalzato da queste figure il poeta fugge e allo stesso tempo trascina con sé gli spettatori in un corto circuito metateatrale tra desiderio di fuga e strategia di racconto o rappresentazione.

Set
3
Mar
MARE MOSSO
Set 3@21:00–22:00

Martedì 3 settembre
ore 21:00

Teatro Popolare d’Arte
MARE MOSSO

con Gianfranco Quero, Gaia Nanni,  Vincenzo Infantino, Ananias Dissekuoa

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

PADRE – Quando vai su una barca il fondo del mare ti guarda, gli abitanti del fondo
del mare ti guardano. 
FIGLIO – Chi sono? 
PADRE – Pesci, antichi dei, guerrieri, naufraghi…
FIGLIO – …E poi?

Questo è uno spettacolo d’avventura, si salpa per il Mediterraneo insieme a due pescatori:
un padre, lupo di mare che conosce quasi tutti i segreti del mare, e un figlio che sta
imparando la nautica e che, insieme alla paura del mare e allo stupore per tutto ciò che
contiene, ha una gran voglia di partire.
Nel viaggio dei nostri due protagonisti la geografia reale del Mediterraneo si mescola a
una geografia fantastica nella quale appaiono Scilla e Cariddi, Cola Pesce, Tifeo, insieme
ad altri mostri marini vecchi e nuovi. 
Antichi miti ci appariranno quasi nuovi durante la navigazione, quando solcheremo le
acque calme o quando il mare mosso ci farà provare la tempesta, quando pescheremo le
cose più strane, o quando uno stormo di gabbiani ci passerà sulla testa. 
In questa fiabesca confusione fra reale e immaginario alla fine appaiono loro, i migranti:
anche loro solcano il Mediterraneo che è stato per millenni il centro di grandi civiltà il
fecondo luogo di incroci di lingue e culture, i migranti sono dei grandi viaggiatori, come
Ulisse e come noi, che cerchiamo sempre altri lidi. 
Niente di più semplice che decidere di raggiungere insieme Itaca, dove ognuno potrà fare
in piena libertà quello che desidera, quello che sogna e spera.

un progetto di Gianfranco Pedullà
drammaturgia di Manuela Critelli
regia di Gianfranco Pedullà
con Gianfranco Quero, Gaia Nanni,  Vincenzo Infantino, Ananias Dissekuoa
scene di Claudio Pini
immagini di Vania Pucci e Ines Cattabriga
musiche originali di Jonathan Faralli
luci  di Marco Falai
costumi di Rosanna Gentili
collaborazione tecnica di Saverio Bartoli
foto di Alessandro Botticelli
produzione Teatro popolare d’arte, MiBAC, Regione Toscana

Set
4
Mer
ODÌSSEO
Set 4@21:00–22:00

Mercoledì 4 settembre | ore 21:00

Teatro del Lemming
ODÌSSEO
viaggio nel teatro

Spettacolo al chiuso. Posti limitati n°30 con possibilità di una seconda replica

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Si dimentica spesso che questa grande epopea che fonda la nostra cultura e la nostra
coscienza collettiva, inizia e finisce con una strage: quella dei troiani – quella dei proci; e ci
ricorda che nella nostra storia personale e collettiva non passa un solo giorno che da
qualche parte nel mondo non si combatta una guerra, e che di questa ciascuno di noi è in
qualche modo responsabile. Il corpo di Odisseo è stato, come il nostro, ferito. Ma la sua
ferita si è fatta cicatrice.
Dopo EDIPO, DIONISO e AMORE E PSICHE, il lavoro su ODISSEO si propone come
ultima tappa di un progetto che si configura propriamente come una tetralogia sul mito e
sullo spettatore.
In questo spettacolo la relazione diretta attori e spettatori è portata, dopo che i lavori
precedenti presupponevano la partecipazione di un numero ristretto di spettatori, ad una
partecipazione più vasta che rimanda contemporaneamente anche ad una identità, quella
di Odisseo che, così come quella dello spettatore teatrale, non può che darsi come
molteplice e multiforme.
Il viaggio di Odisseo è un viaggio circolare che presuppone una partenza ed un ritorno: da
Itaca a Itaca. Questo viaggio possiede di fatto, piuttosto che uno svolgimento lineare, un
andamento sincronico: tutto accade sempre contemporaneamente. Come in un sogno. Nel
Mare come nel Teatro non esiste un centro. E il Mare, come il Teatro, non lascia tracce.
Ma il Teatro è forse l’unico luogo al mondo in cui – come per Odisseo il Mare – ciascuno di
noi può reincontrare i propri fantasmi e riconquistare così la sua Itaca. Metafora di un
teatro che può essere non solo subito ma anche attraversato compiutamente e a cui
tornare diversi eppure uguali.

Set
5
Gio
VENGO ANCH’IO!
Set 5@21:00–22:00

Giovedì 5 settembre
ore 21:00

Teatro invito 
VENGO ANCH’IO!
omaggio a Jannacci, Gaber, Fo 

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Un tuffo nella Milano degli anni Sessanta e Settanta e in quell’ambiente culturale in cui
hanno convissuto artisti del calibro di Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Dario Fo. Un
periodo che ha avuto per protagonista un gruppo di colleghi, certo, ma soprattutto di amici,
che vivevano in una città che ha dato voce anche a personalità del calibro di Nanni
Svampa, Ivan della Mea, Herbert Pagani, Giorgio Strehler, Beppe Viola e Alda Merini.
Sul palco di San Salvi Luca Radaelli e i musicisti Maurizio Aliffi, Luca Pedeferri e
Enrico Fagnoni, Una grande festa tra parole e musica che farà rivivere un’epoca, una
città e degli artisti che sono stati fondamentali per l’arte e la cultura italiane. Si
incontreranno, di parola in parola e di canzone in canzone, personaggi popolari e
leggendari allo stesso tempo: dalla Rita a el commissari, dalla Nineta al Cerutti, che
«condurranno i presenti – spiegano da Teatro invito – in una passeggiata sul filo tra
canzonetta e letteratura, tra teatro e divertissement, tra satira e nostalgia.

Set
6
Ven
IL SILENZIO DI TANTE VOCI
Set 6@21:00–22:00

Venerdì 6 settembre
ore 21:00

Diesis teatrango
IL SILENZIO DI TANTE VOCI 
luoghi comuni sugli stranieri

Spettacolo al chiuso.

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€
Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Straniero, ciò che appartiene ad un altro, ciò che non si riconosce come proprio.

“Narciso, specchiandosi nello stagno, si innamorò della propria immagine,
rifiutando tutto ciò che lo circondava, rinchiudendosi nella propria immagine…
Ciò che restava fuori costituiva una minaccia per la sua bellezza e il suo
innamoramento di sé…”

La performance mette a fuoco alcune situazioni e luoghi comuni che maggiormente caratterizzano la condizione di chi lascia o è costretto a lasciare il proprio paese, fra dramma e speranza.

Costruisce un racconto che si fa specchio di eventi, pregiudizi,immagini e rappresentazioni di una realtà.

Parlare per luoghi comuni fa parte della nostra quotidianità, è untentativo di dare e darci risposte senza rapportarci agli altri, non ci consente però di andare oltre, di vedere che ci potrebbe essere altro, un altro che non conosciamo. Leggendo Euripide, Jacopone da Todi, voci di oggi: il mare, racconti di partenze e approdi, di speranze e fallimenti, le parole che si dicono, accogliere e respingere…Medea donna straniera,…perché t’ha ‘l mondo così sprezzato?

Lo spettacolo nasce nel percorso formativo del Laboratorio Permanente di Teatro Sociale di Diesis Teatrango (anno 2016), raccogliendo e centrando parole, atteggiamenti che intorno agli stranieri, attraversano il nostro vissuto quotidiano.

Ideazione ed elaborazione scenica: Piero Cherici, Barbara Petrucci
collaborazione artistica: Giovanni Zito
con: Graziella Bettini, Massimo Currò, Daniele Gonnelli, Alessandro Grassi, Irina Mirzoeva, Filippo Mugnai, Sandra Piomboni, Lucia Romoli, Andrea Roselletti

PERIFERIE DELL’INFINITO
Set 6@21:45–22:45

Venerdì 6 settembre
ore 21:45

Davide Catinari 
PERIFERIE DELL’INFINITO
di e con Davide Catinari
suggestioni visive di Gildo Atzori
commento sonoro di Samuele Dessì

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Periferie dell’infinito è una performance di letture, musica e immagini che si snodano
attraverso un percorso immaginario in cui tutti non sono uguali e nessuno è innocente.
Socialità, alienazione, vita, morte, stazioni immaginarie dell’universo di ogni essere
umano, passeggero senza bagaglio nel viaggio quotidiano al centro di se stesso, confuso
nella marginalità di un infinito che gli è impossibile comprendere.
Periferie dell’infinito è uno spettacolo costruito sulla visione sacrificale, eversiva e prometeica dell’artista, attraverso la sua stessa immolazione in un contesto dominato dai
media, declinati come incarnazione del gusto medio e quindi mediocre.
Tutto ciò che rende l’arte oggetto di marketing trasforma gli artisti stessi in feticci culturali, testimoni inoffensivi di uno scenario globale e globalizzato.
Ecco perché la vita stessa può essere un’opera d’arte o un’esperienza estrema, a
seconda dei punti di vista. Ma in ogni essere umano esiste un confine che non tutti hanno
il coraggio di attraversare.
Periferie dell’infinito è un evento costruito su quel confine. Parole, musica e segni per
raccontare esistenze al limite, vissute e terminate pericolosamente, in bilico tra libertà individuale e tormenti interiori di un percorso circolare, che si apre e si chiude nel corso di
una vita, una come tante.
I racconti originali di Davide Catinari, letti dallo stesso autore, scorrono insieme alle
suggestioni visive di Gildo Atzori e al commento sonoro di Samuele Dessì, attraversando
uno scenario su cui si consumano storie vere di uomini e donne responsabili del proprio
destino o vittime di se stessi.
Una linea temporale sospesa tra la Hollywood degli anni ‘ 20 e le avanguardie europee
degli anni ’60, dentro la quale rivivono le vite di Pepi Lederer, aspirante icona dell’America
di Fitzgerald, Alberto Greco, poeta e pittore argentino inventore dell’informalismo, Francesca Woodman, rivoluzionaria fotografa statunitense.
Lo spettacolo, diviso in tre parti, comprende una sezione di natura teatrale, articolata
sull’interazione fra la narrazione e la realizzazione disegni in tempo reale, un segmento di
action painting e un altro di carattere più specificatamente musicale, composto da
materiale estratto dalla produzione discografica originale dei Dorian Gray.

Set
7
Sab
CON ME IN PARADISO
Set 7@21:00–22:00

Sabato 7 settembre
ore 21:00

Teatro periferico
CON ME IN PARADISO

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€
Ridotto Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€ 

Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Con me in Paradiso sviluppa due storie parallele: la prima è il racconto di due moderni “ladroni”: il padrone di una ex fabbrica e un extracomunitario, entrambi in fuga dalla polizia, che a un certo punto si ritrovano a tu per tu con un personaggio a loro sconosciuto, Gesù, anch’egli inseguito da una folla inferocita. 

La seconda è la storia vera del gruppo di lavoro che si è creato attorno alla messa in scena del copione omonimo: gli attori di Teatro Periferico e alcuni richiedenti asilo.

Partendo dal testo di Mario Bianchi, il lavoro si è intrecciato con il vissuto dei partecipanti al laboratorio. Così, alla finzione della vicenda si è andata sovrapponendo la vita reale: tutto è entrato a far parte della drammaturgia, perfino le accese discussioni sulla religione, le differenze di veduta sul rapporto uomo-donna, le tensioni legate all’attesa di un permesso che non arriva mai…

A far da filo conduttore, un episodio evangelico: entrato Gesù a Gerico, Zaccheo desidera vederlo. Essendo piccolo di statura sale su un sicomoro. Gesù gli dice: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. 

Con me in Paradiso racconta la storia dell’incontro e dell’amicizia tra gli attori e i migranti.

in collaborazione con Agrisol Servizi Società Cooperativa Sociale

Regia di Paola Manfredi
Testo di Mario Bianchi
Drammaturgia di Dario Villa
Con Abdoulaye Ba, Maoudo Diao, Siaka Konde, Loredana Troschel, Dario Villa.

Set
8
Dom
CLANDESTINO
Set 8@21:00–22:00

Domenica 8 settembre
ore 21:00

Catalyst 
CLANDESTINO
Scritto e diretto da Riccardo Rombi
con Virginia Billi, Rosario Campisi, Aleksandros Memetaj.

Abbonamento 3 spettacoli 15 €
Biglietto singolo 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Uno spettacolo che pone al suo centro la multiculturalità evitando demagogia e luoghi comuni.

Realizzato all’interno del percorso Lontano da Dove, vincitore del Bando Migrarti

2017 per la valorizzazione delle culture provenienti da comunità di immigrati che vivono stabilmente in Italia, a favore del dialogo interculturale e l’inclusione sociale,

Clandestino è un progetto teatrale ideato e realizzato da Catalyst per raccontare la storia d’Italia attraverso lo sguardo degli immigrati di ieri, di oggi e domani.

Il titolo stesso, un termine usato per lo più con una connotazione feroce e dispregiativa, viene riproposto sotto nuova luce, con una valenza inaspettata e provocatoria, che lo trasforma addirittura in una possibile via d’uscita.

Lo spettacolo vuole essere un luogo d‘incontro tra culture diverse e lo fa a cominciare dal cast formato da 2 italiani, Virginia Billi e Rosario Campisi e l’albanese Aleksandros Memetaj. Aleksandros aveva appena sei mesi, quando giunse in Italia. La sua è una vera e propria avventura, una delle tante storie di fughe dalla disperazione e dalla povertà ancora troppo poco raccontate. Suo padre fugge dall’Albania, ridotta alla fame dal regime comunista, portandolo in spalla.

Un’odissea che lo costringe a scavalcare muri resi invalicabili da vetri aguzzi e affrontare i fucili che la polizia gli punta addosso. Raggiunge la costa italiana su un gommone, uno dei numerosi malridotti e stracarichi che attraversano i nostri mari con a bordo tanti destini attaccati al filo. La famiglia si stabilisce nel Veneto, dove il padre, con due lauree alle spalle,

si guadagna da vivere con un doppio lavoro: pizzaiolo e calzolaio. Aleksandros, crescendo, dà prima una mano al padre poi a 19 anni decide di trasferirsi a Roma.

Oggi ha 26 anni e ha già avuto una parte nel film di Cosimo Gomez, Brutti e Cattivi, nel 2017 ha scritto e interpretato il plurirappresentato “Albania casa mia” per poi recitare in Clandestino con la regia di Riccardo Rombi.

Set
9
Lun
E IL COPIONE DOV’È
Set 9@21:00–22:00

Lun 9 settembre
ore 21:00
Contro-anniversario di San Salvi
_Festa_

E IL COPIONE DOV’È
Film documentario di Remo Schellino

Ingresso libero. Sala interna. Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Da alcuni anni realizziamo, in collaborazione con il Quartiere 2, una giornata di iniziative in occasione del contro-anniversario dell’inaugurazione del manicomio di San Salvi, che avvenne il 9 settembre 1890. Quest’anno la scelta è caduta su un progetto davvero singolare realizzato a Cuneo e che ospiteremo a San Salvi dove saranno presenti Remo Schellino, regista del video documentario, lo psichiatra Raffaele Gozzi ed alcuni degli ospiti del Centro diurno di Ceva del servizio psichiatrico dell’Asl Cn1.

“E il copione? Il copione dov’è ?
Dentro di noi, signore. Il dramma è dentro di noi ”

Trattare il tema della malattia mentale attraverso il documentario cinematografico non è
impresa da poco, per la complessità che comporta e per la delicatezza delle storie
coinvolte. Questo mio ultimo lavoro, finanziato dall’ASL cn1 e dal Comune di Ceva, vuole
essere uno strumento per comprendere e capire la malattia mentale al di là dei preconcetti
e dei pregiudizi. A 40 anni dalla Legge 180 o Legge Basaglia che il 12 maggio 1978
decretava la fine e la chiusura dei manicomi o case di costrizione, cosi diceva lo stesso
Basaglia:

« Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c’è un altro modo di affrontare la questione; anche senza la costrizione. »

I protagonisti sono gli utenti del servizio psichiatrico dell’Asl Cn1 ospiti del Centro diurno diceva: uomini e donne fra i quaranta e i sessant’anni, persone che quotidianamente
devono lottare per evitare di essere sopraffatti da una realtà parallela che non permette
loro di godere a pieno ciò che il mondo reale offre.
L’obiettivo è di avvicinare il pubblico al
tema e permettere, a chi usufruisce del mezzo cinematografico, di mettere in evidenza risorse creative, ma anche le qualità strettamente filmiche e poetiche. Il fine è quello di affrontare i temi del disagio psichico attraverso una galleria di punti di vista che possono essere utili non soltanto per riflettere, ma anche per eventuali approfondimenti sul tema, attraverso proiezioni pubbliche.
E’ il racconto di se stessi in forma biografica, i loro deliri, le
stranezze, le composizioni poetiche, la voglia e il desiderio di esprimersi. Quest’approccio ha l’intento di far acquisire nuove informazioni attraverso il racconto filmico delle proprie storie personali; sensazioni utili a interpretare una realtà e a fare uso del proprio vissuto a fini diagnostici e conoscitivi. Unico set utilizzato è stato quello del Teatro Marenco diceva.
Davanti allo specchio del camerino ogni utente del Centro lo vedremo in fase di vestizione e nell’intento di truccarsi in un personaggio che lui stesso ha scelto. In questo tempo dedicato ai preparativi, dietro le quinte di un ipotetico spettacolo, ognuno racconterà i sogni, le aspettative, le paure. In un secondo momento, come fosse un giorno di prove, i personaggi saliranno sul palco nell’intento di provare parti dello spettacolo. In realtà saranno nient’altro che libere espressioni: canto, recitazione, interpretazione, dove agli occhi dello spettatore i protagonisti appariranno attori di un vero spettacolo. Il finale vedrà gli attori-pazienti salire sul palco del teatro e ponendosi uno di fianco all’altro, dandosi la mano, faranno l’inchino rituale di fine spettacolo, rivolgendo lo sguardo in direzione della platea vuota e senza pubblico. Il vero e unico spettacolo è quello nascosto, nel retroscena, quello della vita raccontata a se stessi riflessi in uno specchio.
Remo Schellino (regista)

Di seguito la dichiarazione dell’equipe del reparto Psichiatria dell’Asl Cn1

“Ringraziamo Remo Schellino per aver colto con rara sensibilità e capacità narrativa la normalità “parallela” nella quale tutti i giorni noi operatori cerchiamo di tradurre un interesse umanitario in capacità tecniche. Abbiamo imparato molto da questa esperienza che contiamo si possa ripetere per arricchire ulteriormente il nostro lavoro futuro”.

Francesco Risso , direttore
Raffaele Gozzi, medico
Monica Diana, coordinatrice inf.

Set
10
Mar
MARIA STUARDA, LE DONNE E IL POTERE
Set 10@21:00–22:00


Mar 10 | Mer 11 | Gio 12 settembre

ore 21:00
Teatro Tor bella Monaca
_Teatro_
MARIA STUARDA
Le donne e il potere


Ingresso 12€
Ridotto Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Da F. Schiller – rielaborazione di Francesco Fanuele
Con Maddalena Emanuela Rizzi, Maria Cristina Fioretti, Roberto Zorzut, Livia Caputo
Regia Filippo d’Alessio
Scenografie Tiziano Fario
Costumi Silvia Gambardella
Musiche Eugenio Tassitano

Lo spettacolo indaga il rapporto tra le donne e il potere attraverso i paralleli: Donna – Potere, Amore – Politica,  Ragione – Passione, Maschile –  Femminile.  La vicenda di due figure imponenti: Maria Stuarda ed Elisabetta è quanto mai attuale e sottolinea le relazioni che da sempre sono caratteristiche nell’universo femminile. Due donne al potere la protestante Elisabetta I, regina d’Inghilterra, e la cattolica Maria Stuarda, regina di Scozia. Ruota intorno ad esse un universo maschile che si aggrappa a loro nell’incomprensione dei loro comportamenti.

Due donne di potere speculari: Maria l’eroina romantica, passionale, irrazionale, debole nel governare e  nutrita dall’amore divino fino a diventare l’icona della martire Barocca; ed  Elisabetta una fine mente politica, energica, dura prima di tutto con se stessa che  rinuncia  alla vita sentimentale per il potere. Il dramma ruota intorno alla fondamentale antitesi amore – politica: da un lato il mondo di Maria, che è amore bellezza moralità e morte trasfiguratrice, dall’altro il mondo di Elisabetta, che è politica necessità ipocrisia e trionfo apparente.

“si attua concretamente la conciliazione della libertà e della necessità”.  Un crescendo serrato verso la catastrofe, il fatale tratto di penna di Elisabetta che suggellerà la sentenza già pronunciata e segnerà la sorte di Maria.

Set
11
Mer
MARIA STUARDA, LE DONNE E IL POTERE
Set 11@21:00–22:00


Mar 10 | Mer 11 | Gio 12 settembre

ore 21:00
Teatro Tor bella Monaca
_Teatro_
MARIA STUARDA
Le donne e il potere


Ingresso 12€
Ridotto Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Da F. Schiller – rielaborazione di Francesco Fanuele
Con Maddalena Emanuela Rizzi, Maria Cristina Fioretti, Roberto Zorzut, Livia Caputo
Regia Filippo d’Alessio
Scenografie Tiziano Fario
Costumi Silvia Gambardella
Musiche Eugenio Tassitano

Lo spettacolo indaga il rapporto tra le donne e il potere attraverso i paralleli: Donna – Potere, Amore – Politica,  Ragione – Passione, Maschile –  Femminile.  La vicenda di due figure imponenti: Maria Stuarda ed Elisabetta è quanto mai attuale e sottolinea le relazioni che da sempre sono caratteristiche nell’universo femminile. Due donne al potere la protestante Elisabetta I, regina d’Inghilterra, e la cattolica Maria Stuarda, regina di Scozia. Ruota intorno ad esse un universo maschile che si aggrappa a loro nell’incomprensione dei loro comportamenti.

Due donne di potere speculari: Maria l’eroina romantica, passionale, irrazionale, debole nel governare e  nutrita dall’amore divino fino a diventare l’icona della martire Barocca; ed  Elisabetta una fine mente politica, energica, dura prima di tutto con se stessa che  rinuncia  alla vita sentimentale per il potere. Il dramma ruota intorno alla fondamentale antitesi amore – politica: da un lato il mondo di Maria, che è amore bellezza moralità e morte trasfiguratrice, dall’altro il mondo di Elisabetta, che è politica necessità ipocrisia e trionfo apparente.

“si attua concretamente la conciliazione della libertà e della necessità”.  Un crescendo serrato verso la catastrofe, il fatale tratto di penna di Elisabetta che suggellerà la sentenza già pronunciata e segnerà la sorte di Maria.

Set
12
Gio
MARIA STUARDA, LE DONNE E IL POTERE
Set 12@21:00–22:00


Mar 10 | Mer 11 | Gio 12 settembre

ore 21:00
Teatro Tor bella Monaca
_Teatro_
MARIA STUARDA
Le donne e il potere


Ingresso 12€
Ridotto Coop/Arci 10€
Carta Studente della Toscana 8€ 
Posti limitati. Prenotazione consigliata
Info e prenotazioni 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Da F. Schiller – rielaborazione di Francesco Fanuele
Con Maddalena Emanuela Rizzi, Maria Cristina Fioretti, Roberto Zorzut, Livia Caputo
Regia Filippo d’Alessio
Scenografie Tiziano Fario
Costumi Silvia Gambardella
Musiche Eugenio Tassitano

Lo spettacolo indaga il rapporto tra le donne e il potere attraverso i paralleli: Donna – Potere, Amore – Politica,  Ragione – Passione, Maschile –  Femminile.  La vicenda di due figure imponenti: Maria Stuarda ed Elisabetta è quanto mai attuale e sottolinea le relazioni che da sempre sono caratteristiche nell’universo femminile. Due donne al potere la protestante Elisabetta I, regina d’Inghilterra, e la cattolica Maria Stuarda, regina di Scozia. Ruota intorno ad esse un universo maschile che si aggrappa a loro nell’incomprensione dei loro comportamenti.

Due donne di potere speculari: Maria l’eroina romantica, passionale, irrazionale, debole nel governare e  nutrita dall’amore divino fino a diventare l’icona della martire Barocca; ed  Elisabetta una fine mente politica, energica, dura prima di tutto con se stessa che  rinuncia  alla vita sentimentale per il potere. Il dramma ruota intorno alla fondamentale antitesi amore – politica: da un lato il mondo di Maria, che è amore bellezza moralità e morte trasfiguratrice, dall’altro il mondo di Elisabetta, che è politica necessità ipocrisia e trionfo apparente.

“si attua concretamente la conciliazione della libertà e della necessità”.  Un crescendo serrato verso la catastrofe, il fatale tratto di penna di Elisabetta che suggellerà la sentenza già pronunciata e segnerà la sorte di Maria.

Set
21
Sab
GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO
Set 21@21:00–22:00

Sabato 21 e domenica 22 settembre tornano, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019), con tema “Un due tre… Arte! – Cultura e intrattenimento”.

I Chille de la balanza organizzano, nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio promosse da Unesco, Consiglio d’Europa, MiBAC, due giornate all’insegna della passeggiata C’era una volta… il manicomio e con una nuova versione che ripercorre alcuni luoghi simbolo vissuti dall’artista Francesco Romiti all’interno di San Salvi.
La Passeggiata, che da anni realizziamo nell’area per raccontare il luogo e le storie in esso racchiuse, ha visto sinora la partecipazione di oltre 60.000 persone, spesso provenienti da altre città, tanto da meritare ed il riconoscimento di Passeggiata patrimoniale da parte di Unesco. La convenzione di Faro (Portogallo) così la presenta:

“La Passeggiata patrimoniale ha come obiettivo principale la promozione della consapevolezza tra i cittadini, residenti e turisti, intesi come soggetti culturali, della loro interazione con il patrimonio culturale in cui si vive, e del beneficio che deriva dal vivere immersi in questo patrimonio, tanto per la sua portata storica, quanto per le attività attuali. Durante la passeggiata sia i partecipanti che gli organizzatori agiscono tanto come residenti quanto come testimoni dell’uso attuale del patrimonio culturale, e delle sue possibili trasformazioni future.”

Sabato 21 | ore 21:00
_Passeggiata
nell’ex manicomio di S. Salvi_

“C’era una volta…il manicomio”
viaggio-affabulazione
di e con Claudio Ascoli


Domenica 22 | ore 21:00
“Passeggiando a San Salvi con Francesco Romiti”
di e con Claudio Ascoli

 

Ingresso 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€ 

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.
Pagamento anticipato con Paypal, bonifico o contanti.

Info e prenotazioni: 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

Set
22
Dom
GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO
Set 22@21:00–22:00

Sabato 21 e domenica 22 settembre tornano, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, le Giornate Europee del Patrimonio (GEP 2019), con tema “Un due tre… Arte! – Cultura e intrattenimento”.

I Chille de la balanza organizzano, nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio promosse da Unesco, Consiglio d’Europa, MiBAC, due giornate all’insegna della passeggiata C’era una volta… il manicomio e con una nuova versione che ripercorre alcuni luoghi simbolo vissuti dall’artista Francesco Romiti all’interno di San Salvi.
La Passeggiata, che da anni realizziamo nell’area per raccontare il luogo e le storie in esso racchiuse, ha visto sinora la partecipazione di oltre 60.000 persone, spesso provenienti da altre città, tanto da meritare ed il riconoscimento di Passeggiata patrimoniale da parte di Unesco. La convenzione di Faro (Portogallo) così la presenta:

“La Passeggiata patrimoniale ha come obiettivo principale la promozione della consapevolezza tra i cittadini, residenti e turisti, intesi come soggetti culturali, della loro interazione con il patrimonio culturale in cui si vive, e del beneficio che deriva dal vivere immersi in questo patrimonio, tanto per la sua portata storica, quanto per le attività attuali. Durante la passeggiata sia i partecipanti che gli organizzatori agiscono tanto come residenti quanto come testimoni dell’uso attuale del patrimonio culturale, e delle sue possibili trasformazioni future.”

Sabato 21 | ore 21:00
_Passeggiata
nell’ex manicomio di S. Salvi_

“C’era una volta…il manicomio”
viaggio-affabulazione
di e con Claudio Ascoli


Domenica 22 | ore 21:00
“Passeggiando a San Salvi con Francesco Romiti”
di e con Claudio Ascoli

 

Ingresso 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€ 

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.
Pagamento anticipato con Paypal, bonifico o contanti.

Info e prenotazioni: 055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it