LA BAMBOLA E LA PUTANA

Quando:
27 Marzo 2020@21:00–22:00
2020-03-27T21:00:00+01:00
2020-03-27T22:00:00+01:00
Dove:
Via di San Salvi 12
50135 Firenze
Costo:
RINVIATO A DATA DA DEFINIRE 
Contatto:
Chille de la balanza
055 6236195 | 335 6270739


Venerdì 27 marzo
ore 21:00
Teatro Scientifico di Verona
_Teatro_

RINVIATO A DATA DA DEFINIRE 

LA BAMBOLA E LA PUTANA
di Vittorino Andreoli

Ingresso 12€ | Ridotto Coop/Arci 10€ | Carta Studente della Toscana 8€
Posti limitati. Prenotazione consigliata
Info e prenotazioni 055.6236195 335.6270739 | info@chille.it

Uno spettacolo di Isabella Caserta e Francesco Laruffa

Per la tematica trattata, lo spettacolo è vietato ai minori di anni 16.

Due atti unici mai rappresentati dello psichiatra veronese Vittorino Andreoli  accomunati dalla tematica sessuale.
Andreoli, con il linguaggio scarno e diretto della quotidianità, non edulcorato, drammatico e ironico, che squarcia il velo di perbenismo ipocrita sotto il quale l’uomo ama nascondersi, ci conduce in un mondo dove ogni cosa è rappresentata per quello che è e all’estremo (sesso, sentimenti, violenza e passioni) per rivelarci le pulsioni dell’uomo, i suoi desideri più proibiti e segreti. Teatro di parola che squarcia e scopre l’io recondito, che lo svela nella sua crudezza per cercare di capire il disagio, la malattia, la realtà.

“La bambola” racconta di un uomo (potrebbe essere il vicino della porta accanto) e le sue ossessioni. Andreoli, profondo conoscitore della mente umana, sviluppa in maniera insolita il tema della violenza contro le donne, indaga nella mente del maschio e racconta cosa avviene nella testa di quest’uomo. “Hai le scarpe che ho scelto. Tu non puoi cambiare idea. Tu sei mia. Mia per sempre. Tu pensi quello che io penso. Tu vuoi quello che io voglio.”

“La putana”: confessioni tra il divertente e l’amaro di una donna che, con un linguaggio popolare e senza filtri, parla al pubblico della sua vita, dei suoi desideri e della cruda realtà del suo quotidiano. Con un passato di sofferenza che lei in qualche modo giustifica, accetta con pragmatica rassegnazione l’ineluttabilità del suo destino e del suo “mestiere” che racconta in modo schietto, sincero e con disinvoltura, celando l’amarezza che però in alcuni momenti emerge. Spaccato sociale che ci mostra un mondo che non è lontano come si potrebbe pensare, ma che spesso si preferisce non vedere o tenere nascosto.

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