ABITARE I CONFINI

“Abitare i confini”, frase di Padre Balducci del gennaio 1991 che dà il titolo al nostro attuale percorso di ricerca a San Salvi, è un ossimoro; sta a indicar la necessità di dar vita ad un centro “nel” confine: il confine come estensione di una (nuova) centratura avvenuta. E’ qui che ritrova senso il perdersi nella sua più alta accezione, cioè quella capacità di riattivare una interazione tra noi e l’ambiente.

Riportiamo qui di seguito la bella riflessione balducciana:

“C’è un continente inquieto nascosto in noi che è il rispecchiamento interno di quella parte del pianeta che è emarginata, oppressa. Il negro è in noi, è fuori di noi ma è anche in noi. (…) L’attribuzione al diverso delle anomalie che appartengono alla nostra cultura è il primo indizio, perché la mancanza di sicurezza in un gruppo sociale si riflette nell’individuo in un crollo della sicurezza. Così potremmo ben presto vedere questo urto tra le diversità come un fenomeno destinato a mettere in forse i livelli di umanità che abbiamo raggiunto. (…) Questa città basata sulle separazioni, sulle segregazioni, sulle parcellizzazioni dell’esistenza ha toccato un limite oltre il quale ogni equilibrio si spezza. I bambini nella scuola, i malati nell’ospedale, i matti nel manicomio, i carcerati nel carcere, i vecchi nell’ospizio! (…) Abitare i confini: ecco la vera urgenza!” 

2019
SIAMO TUTTI MIGRANTI | veniamo da terre assai lontane

Riprendendo alcuni versi di Laura Vargiu“Siamo tutti migranti/da millenni erranti/…in cerca di qualcosa o di qualcuno/mortalmente affamati di futuro/mentre l’oggi si consuma inerme/e solo il passato ci appartiene veramente.”

In un momento in cui certa politica diffonde odio e semina paura, cercando di imporre lo scontro tra italiani e stranieri, tra normali e diversi, la cultura deve prendere posizione. San Salvi è dal suo nascere un luogo di resistenza civile. 

2018
LA LIBERTÀ È TERAPEUTICA

Per il 2018, 40.mo anniversario della legge Basaglia (1978) che sancì il definitivo superamento dei manicomi in Italia, come titolo del progetto non a caso è stato scelto “La libertà è terapeutica”. Questo è forse lo slogan basagliano più conosciuto…ma in realtà l’aveva inventato il disegnatore Ugo Guarino che partecipò alla liberazione dal manicomio di Trieste con la sua creatività! 

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