C’era una volta…il manicomio, nuova edizione della Passeggiata nella notte di San Salvi, di e con Claudio Ascoli.
Uno spettacolo-affabulazione-denuncia di oltre due ore e trenta minuti, che in dodici anni e quasi 500 repliche ha divertito ed emozionato oltre venticinquemila spettatori, e che tanto ha contribuito a formare la comunità sansalvina.
Libri, video, fotografie, tesi di laurea, dottorati di ricerca e…tanto è nato sulla scia di questo spettacolo (ma è proprio solo uno spettacolo?), nato per caso nell’ormai lontano 1999 e che da allora – in versioni via via arricchite dagli apporti di tanti “passeggiatori”, come li chiama Ascoli – ha accumulato ininterrottamente centinaia di repliche. Ogni sera diversa dalla precedente, e molti spettatori ritornano a distanza di anni, la Passeggiata raccoglie e rimanda anche l’attualità politica – grave ma non seria, direbbe Flaiano – come a mettere in relazione la tragica storia del manicomio con quella dei nostri giorni; e siamo certi che l’attuale crisi così come i recenti avvenimenti sugli Ospedali psichiatrici giudiziari entreranno nella prossima coinvolgente narrazione-gioco!
Nel racconto itinerante, con soli 40 spettatori per sera, l’attore-regista dei Chille de la balanza narra con parole, immagini, suoni, percorrendo e ripercorrendo in lungo e in largo il vecchio manicomio. Scorrono così foto di Carla Cerati, interviste con matti, psichiatri, infermieri, filmini super 8 delle prime feste nei lager manicomiali. Ascoli legge lettere mai spedite in cui un matto chiede l’intervento dell’Armata rossa per distruggere il reparto in cui è rinchiuso, o gioca surrealmente, visitando i luoghi abbandonati o appena ristrutturati del manicomio fiorentino: affabulando, invita alla costituzione di un nuovo movimento politico (FSSNFDL Forza San Salvi nel futuro della libertà), chiede provocatoriamente di sottoscrivere una petizione per l’abbattimento di tutti gli alberi e creare una new town dove una volta vivevano i matti, recuperando il legname per le bare di quanti moriranno per mancanza di ossigeno. Ascoli allarga il suo sguardo sulle tante realtà manicomiali all’indomani della Basaglia; ma innanzi tutto non dimentica San Salvi: il suo oggi ed il suo futuro prossimo, proprio mentre si susseguono strane voci e chissà…
Il gioco teatrale itinerante inizia festoso: gli spettatori sono coinvolti nella “conta”, cioè nell’azione di contare i presenti che si svolgeva ad ogni cambio di turno per consegnare i matti. Ben presto, però, ci si accorge che oggi il manicomio è dovunque, che tutti noi “non siamo più persone”, come notava Basaglia per i suoi matti. E allora? Ora che tutta la nostra società è spaventosamente istituzionalizzata, forse occorrerebbe una nuova legge 180 per cambiare tutta la società!

Loading...
sono nata e cresciuta proprio vicino al manicomio di san salvi.
fino da piccola provavo una sorta di curiosità e attrazione per questi “matti”
che avevamo vicini nel quartiere ogni giorno, almeno quelli che potevano
uscire dalla stretta sorveglianza.
ho ricordi d’infanzia divertenti di questi “personaggi” che appartenevano senza alcun dubbio al mio mondo fantastico e che ne avvaloravano l’esistenza, almeno io la vedevo così.
sono passati molti anni, sono cambiate molte cose ,opinioni ,leggi, tempi e realtà.
ho ritrovato con gioia “matti” che non vedevo da anni nonostante ne conservassi il ricordo………essendo stati vicini di casa .
ho affermato spesso, scherzando con amici, che avrei voluto essere ospitata lì desiderando la libertà di vivere secondo la mia inclinazione creativa troppo difficile da trasformare in lavoro.
ho avuto anche la fortuna di avere incontrato un maestro intellettualmente vicino a me che mi ripaga del tempo in cui ho trascurato la mia inclinazione per scelta necessaria che non rimpiango.
mi incanta vederlo alle prese con questa “realtà” impossibile, ammiro il suo coraggio e costanza nel non arrendersi, mi fa divertire, e anche sperare…..
che si possa davvero lavorare divertendosi e divertirsi facendo il proprio “lavoro”!
Nara
Condivido la tua esperienza in fatto di “matti” simpatici, sono cresciuto anche io nelle vicinanze di San Salvi, mi ricordo Livio e il suo “si schesca” la Morena con il suo vestitone blu a fiori, il Partigiano che faceva l’elemosina nel sottopasso e spaventava tutti i passanti con il suo fare apparentemente violento, Atos che dormiva nei cassonetti per sfuggire agli spiriti e molti altri, oggi che mi dico fortunato a fare il più bel lavoro del mondo, almeno secondo me, saluto tutti ricordando che per il matto due più due, può far sette o anche due ma va bene così per il nevrotico, quello sano, fa quattro, ma questo lo fa spesso incazzare!!
; )
doc