CHI SIAMO

La compagnia teatrale Chille de la balanza fu fondata nel settembre 1973 a Napoli da Claudio Ascoli.

Ascoli nasce in una famiglia di attori e teatranti napoletani da tre generazioni. Gli Ascoli, insieme ai Maggio, agli Scarpetta e naturalmente ai De Filippo formano un po’ l’ossatura storica del Teatro napoletano a cavallo tra l’800 e il ‘900. Già da adolescente si dedica al teatro, con esperienze scolastiche ed universitarie.

E’ ammesso all’Accademia Silvio d’Amico, sia come attore che come regista. Suoi insegnanti sono – tra gli altri – Sergio Tofano ed Ernesto Calindri. Subito la lascia,  soffrendo una certa  mancanza di autonomia.

Torna a Napoli e fonda il gruppo Chille de la balanza, che vede i suoi primi passi al Teatro, Comunque., nella via  dei librai: Port’Alba.

Il Teatro, Comunque. ed il Cinema Altro (suo dirimpettaio), divengono in pochi anni punti essenziali di riferimento della vita culturale napoletana.

Ascoli inizia il suo lavoro partendo da un recupero, molto rigoroso, delle tradizioni napoletane. Il nome “chille de la balanza” è quello degli antichi venditori di frutta ed ortaggi che – tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700 – andavano per le strade del Centro Antico, vendendo le loro mercanzie e raccogliendo storie ed aneddoti che poi ri-narravano la sera nelle osterie davanti ad un bicchiere di vino.

Ben presto, però, è affascinato dalle Avanguardie del XX secolo, di cui diverrà negli anni – sempre con il gruppo dei Chille – forse il più attento frequentatore in Europa. E’ della fine degli anni ’70 la ricerca su Apollinaire, Tzara ed altri. E proprio allora nasce la collaborazione e poi l’amicizia con personaggi quali Henri Béhar, forse il più importante storico dada-surrealista,  Michel Décaudin e Pierre Caizergues.

Contemporaneamente, sviluppa una forte attenzione verso il luogo e la performance di Teatro in strada, che, sino a quel momento, era vista piuttosto come evento-festa non strutturato, più vicino alla clownerie ed all’improvvisazione che al Teatro. Ascoli e i Chille la elevano a ben altra dignità e con questo nuovo teatro in strada  vanno in giro in tutt’Europa, come moderni commedianti dell’Arte. Raccolgono significativi successi in Germania, Spagna e soprattutto Francia, dove incontrano Mario Dondero,  il grande fotografo che ritroveranno trent’anni dopo nelle terre di Pavese, e  vivono importanti esperienze con l’utilizzo di architetture gonfiabili, opere di uno straordinario artista, che diverrà  loro affezionato partner per oltre 15 anni: Hans Walter Müller.

A metà degli anni ottanta Ascoli e i Chille si trasferiscono in Toscana e precisamente a Pontassieve (Fi), dove realizzano un singolare complesso con Laboratorio, Casa-residenza e soprattutto Teatro d’Aria (creazione di Müller). E’ questa una struttura innovativa, totalmente vuota e ridefinibile compiutamente ad ogni evento. Il successo è immediato ed investe – anche con i progetti di Teatro in strada – Firenze, la Val di Sieve e parzialmente anche il Mugello (v. Carnevale sui treni ecc…).

Continua, nel frattempo,  la forte attenzione verso le avanguardie del XX secolo e a Firenze, nel piccolo Teatro art-déco denominato Teatro 13, prendono vita – in collaborazione/Convenzione con il Comune di Firenze ed il Quartiere 2 -  singolari produzioni da lavori di Vitrac, Malespine, Ribemont-Dessaignes e Artaud.

Il successivo arrivo a San Salvi nel 1998 rappresenta il momento di maggiore visibilità progettuale per Ascoli e i Chille.  Negli  spazi affascinanti ed inquietanti dell’ex-manicomio di Firenze  è nato e vive il progetto denominato prima San Salvi la città negata,  poi San Salvi la città ri-nata  e ora San Salvi Città Aperta. Un progetto che sta restituendo ai fiorentini una area di quasi 33 ettari nella zona di Campo di Marte, anche grazie a Passeggiando nella notte di San Salvi, viaggio-iniziazione nell’ex-città manicomio di e con Claudio Ascoli, che si svolge ininterrottamente dal 1999 ad oggi con oltre 500 repliche, sempre esaurite!

Teatro (produzioni, ospitalità  – tra gli altri Eugenio Barba con l’Odin e Giuliano Scabia, laboratori e stages), ma anche Danza Contemporanea, Musica (concerti di Vecchioni, Jannacci, Tesi e Banditaliana, Nando Citarella, Morgan, Nada e Avion Travel, Baccini…), Cinema, Video, Esposizioni, Pittura (con le importanti collaborazioni con Amedeo Lanci e Fuad), Performances, la creazione di un Centro di Studi dedicato ad Antonin Artaud (in collaborazione con Carlo Pasi) hanno reso San Salvi un autentico luogo cult della città di Firenze e dell’Estate fiorentina, con un numeroso pubblico di affezionati: soprattutto giovani, ma non solo.  Qui si è svolto il 1° Forum Europeo del Teatro (novembre 2002), nell’ambito del più generale Forum Sociale Europeo di Firenze.

Un’analisi a parte meriterebbe La Trilogia della vita (Kamikaze 2002, Macerie 2003 e Paure 2004),  con i tre spettacoli realizzati nella notte tra il 10 e l’11 settembre (a memoria dell’attentato alla Torri Gemelle), oggi raccolti in un unico dvd con una presentazione critica di Paola Maroni. La Trilogia della vita è vissuta anche grazie al pittore Amedeo Lanci: onnipresente alter ego di Claudio Ascoli, sorta di creatore-in-azione. Lanci e la sua bottega hanno dipinto in tempo reale nei tre eventi: una grande tela di sei metri per tre nella notte di Kamikaze; ottanta quadri (uno per spettatore, da appendere all’Albero delle Stelle) nel buio di Macerie e in Paure, oltre ad una tela esplosa mentre gli spettatori abbattevano la gabbia-carcere, un affresco sui Chille che ancora oggi vive nella volta centrale della sala training della compagnia teatrale. Ed è proprio il lavoro di Lanci, la libera creazione che sfida il tempo, a dare un senso di Vita all’intera Trilogia.

Negli ultimi dieci anni non possono dimenticarsi i progetti di Ascoli e Abbondanza di Teatro di Poesia (Campana, Baudelaire, Rosselli, Pasolini, Hikmet, Rimbaud, Chlebnikov, Nietzsche e Alda Merini), e gli studi triennali con Laboratori su Vasco Pratolini (2003-2005 Il Quartiere, Le ragazze di Sanfrediano e Cronache di poveri amanti) e Franz Kafka  (Il Castello, AmeriKa e Il Processo, Kafka e K. La felicità).

Nel triennio 2006-2008, i Chille hanno realizzato in collaborazione con la Fondazione Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo un percorso su Cesare Pavese, in occasione del centenario della nascita dello scrittore piemontese: in esso hanno prodotto una serata poetica su Lavorare stanca (2006), I pensieri di Deola (2006), performance di danza contemporanea di Bianca Papafava e lo spettacolo Il mestiere di vivere, presentato al Pavese Festival 2007; subito dopo la compagnia ha debuttato con Ogni guerra è una guerra civile, liberamente tratto da La casa in collina, che vede di nuovo insieme sulla scena Sissi Abbondanza e Claudio Ascoli. Nel settembre 2008 nei luoghi pavesiani è stato realizzato PpP Passeggiando per Pavese , evento itinerante mulitlingue e multilinguaggi con oltre 50 Artisti, tra i quali non possiamo non segnalare il pittore curdo Fuad che ha realizzato un enorme murales di oltre 150 mq. su Pavese, il fotografo Mario Dondero che ha documentato l’intero percorso, il videomaker Francesco Ritondale che ha realizzato un video (in quattro lingue) presente anche su Youtube.

Nel 2007 è uscito per Morgana Edizioni il libro-saggio di Costanza Lanzara Teatro, Comunque – L’universo creativo dei Chille de la balanza da Napoli al “mondo” di San Salvi, libro che si avvale anche  di una ricca iconografia con foto di Mario Dondero, Stefano Buonamici, Fabio Donato, Massimo Agus, Isaia Iannaccone e… 

Nello stesso anno i Chille e il pittore Amedeo Lanci inventano San Salvi Libera Repubblica delle Arti e delle Culture,  una giornata di con-fusione delle Arti con oltre 100 Artisti impegnati a proporre, confrontare e scambiare le loro creazioni. Nell’occasione Lanci disegna il Salvino, moneta della Libera Repubblica. Questo progetto è proseguito sino al 2011, anno della scomparsa di Amedeo Lanci.

Nel biennio 2009-2010 la compagnia ha realizzato un progetto su PierPaolo Pasolini,  a partire dall’ultimo romanzo incompiuto Petrolio  ed in collaborazione con Centro Studi Pasolini Casarsa, Fondo Pasolini Cineteca di Bologna e Archivio Pasolini Gabinetto Vieusseux.

Lo spettacolo teatrale Pier Paolo Pasolini…me ne vado  ha inaugurato la stagione 2009-2010 del Teatro Pasolini di Casarsa. Nell’occasione il pittore Amedeo Lanci ha realizzato in tempo reale la grande tela Versutta. Nel giugno 2010 lo spettacolo pasoliniano Tutto il mio folle amore ha aperto l’Estate a San Salvi.

Sempre nel 2010 i Chille hanno prodotto la nuova versione della Passeggiata a San Salvi C’era una volta… il manicomio e un evento itinerante dedicato ad Antonin Artaud Io che vivo di passione.

Il 2011 è l’anno di un importante evento di teatro di narrazione: Lettera a una professoressa dall’omonimo libro collettivo degli allievi della Scuola di Barbiana, curato da Don Lorenzo Milani  nel 1967.

Nello stesso anno Sissi Abbondanza mette in scena Io non so omaggio ad Amelia Rosselli, e il laboratorio dei Chille Kafka, uno spettacolo a partire da La metamorfosi  e Lettera al padre.

I Chille e Ascoli hanno partecipato ad importanti Festivals, tra cui Expo Sevilla, Taormina Arte, Carnevali di Venezia e Viareggio, Mannheim, Sitges, Barcelona, Freiburg, Asti, Marché Mondiale de la poèsie di Parigi, Orléans, Nanterre…  e alle trasmissioni televisive in Mondovisione dedicate da Vittoria Ottolenghi al mondo della Danza, con presenze a Napoli e a Trieste.

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