LETTERA A UNA PROFESSORESSA

Quando:
21 giugno 2017@21:30–23:30
2017-06-21T21:30:00+02:00
2017-06-21T23:30:00+02:00
Dove:
Via di S. Salvi
12, 50135 Firenze
Italia
Costo:
Ingresso 10,00€. Prenotazione consigliata
Contatto:
Chille de la balanza
055 6236195 - 335 6270739

Martedì 20 e mercoledì 21 giugno
ore 21:30 Ingresso 10,00€
_Teatro_
Compagnia Chille de la balanza
LETTERA A UNA PROFESSORESSA
di e con Claudio Ascoli
con la partecipazione di
Sissi Abbondanza e Monica Fabbri

Luci e suono Martino Lega
Video Francesco Ritondale
Prenotazione altamente consigliata.
Info e prenotazioni#055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

 

Dopo il debutto al Teatro Giotto di Vicchio in occasione della Marcia di Barbiana, “Lettera a una professoressa”, arriva a San Salvi.
Lo spettacolo è liberamente ispirato al libro-creazione collettiva degli allievi di Barbiana, scritto con la “regia” di Don Lorenzo Milani e prodotta in collaborazione con Comune di Firenze, Comune di Vicchio, Centro Formazione e Ricerca don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana di Vicchio.
Una messinscena particolare che propone una, anzi tre diverse scritture collettive. Come la “Lettera” fu una creazione collettiva di sei allievi sotto la guida del Priore, lo spettacolo dei Chille propone tre scritture collettive… con la partecipazione attiva degli spettatori: la vita di don Lorenzo, a cura di Claudio Ascoli (con parole ed avvenimenti), Imparar facendo con Sissi Abbondanza che darà vita anche a una finale creazione alla Duchamp, e infine Ho disegnato Lettera a una professoressa  con SignoraB (Monica Fabbri). Tre diversi momenti, a partire dalla storica Lettera, le cui emozionanti parole via via invadono lo spazio teatrale.
Appare alla fine assolutamente attuale la complessa riflessione milaniana sulla società italiana e soprattutto sulla Scuola. Nella Lettera ai giudici Don Lorenzo infatti osservava: “La scuola è diversa dall’aula del tribunale. Per voi magistrati vale solo ciò che è legge stabilita. La scuola invece siede fra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi. E’ l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità (e in questo somiglia alla vostra funzione), dall’altro la volontà di leggi migliori cioè il senso politico (e in questo si differenzia dalla vostra funzione). (…) Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservare quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate.”
Uno spettacolo non convenzionale quello dei Chille, coinvolgente e sconvolgente: un atto di amore nel tentativo di restituire la complessità di una figura di educatore, prete e uomo troppo spesso analizzata con superficiale spirito di parte.

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