DRAMA SOUND CITY

Quando:
5 settembre 2018@21:00–23:00
2018-09-05T21:00:00+02:00
2018-09-05T23:00:00+02:00
Dove:
Via di S. Salvi
12, 50135 Firenze FI
Italia
Costo:
Ingresso 10 euro. Prenotazione obbligatoria
Contatto:
055 6236195 - 335 6270739

Mercoledì 5 settembre_ore 21:00
CORPO | SAMUEL BECKETT
A seguire
Compagnia Stalker Teatro
DRAMA SOUND CITY

INGRESSO: Biglietto giornaliero a 10 €
o con *Abbonamento Festival a 15 €.

Posti limitati. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni#055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

* L’ABBONAMENTO (personale) a soli 15 euro permette di assistere a 3 spettacoli a scelta  tra quelli proposti nel festival STORIE DIFFERENTI dal 31 agosto al 10 settembre, previa disponibilità e su prenotazione.
Gli spettacoli sono consultabili sul nostro sito cliccando sul seguente link: http://www.chille.it/storie-differenti/festival-storie-differenti-2018/


“Drama sound city” nasce dalla ricerca e dalla sperimentazione condotta dai musicisti di OzMotic insieme ai performer di Stalker Teatro con la regia di Gabriele Boccacini, partendo dalle suggestioni raccolte nel quartiere periferico de Le Vallette, a Torino,
dove hanno sede le Officine Caos.
La performance, in cui si intrecciano arte visiva e performativa, musica elettronica e pop sperimentale, conduce lo spettatore attraverso sei scene/quadri visionari, scanditi da luci, azioni e suoni che compongono e scompongono geometrie della periferia cittadina come in un time lapse che ne cattura le rapide trasformazioni, cogliendo ne i caratteri più solitari, notturni, enigmatici.
Una voce fuori campo recita: in centro uno, nella periferia dieci. Così parte la scena dei ‘senza tetto’ intenti a definire, con tessere di cartone, uno spazio gelosamente ed individualmente abitabile per poi aprirlo alla condivisione col macrocosmo e col resto degli abitanti del pianeta, in un inaspettato cambio di profondità. Lo spazio si dilata ancora nella seconda scena, proponendo una visione notturna, siderale, dove le distanze e le grandezze perdono una connotazione reale e confondono la percezione sensoriale. Protagonisti sono gli oggetti scenici che fanno da scheletro a nuove geometrie, trasformando lo spazio rettilineo e tridimensionale in uno spazio/tempo curvo e presentando una dimensione universale in continua metamorfosi (terza
scena). L’ineluttabilità della trasformazione viene colta nelle scene successive dove il cambio di identità e prospettiva si dichiara attraverso il processo di vita, morte e rinascita. I performer si lanciano in nuove fantomatiche identità, per poi restituirsi all’essenza della loro natura, dove i corpi seminudi, filtrati dalla luce, rappresentano le forme semplici
ed originarie di un feto, il cui movimento e sviluppo appare continuo ed immortale.
Le scene vengono accompagnate dall’esplorazione sonora del gruppo Oz Motic, agita in scena da Stanislao Lesnoj e SmZ, con texture concrete, campioni e tappeti diffusi, dove i due musicisti innestano temi contemporanei di percussioni e sassofono.
Le sei scene sono scandite da impronte sonore di culture diverse immerse in contesti acustici urbani e contemporanei e scolpite all’interno di un flusso che vede strumenti acustici di origine antica trasformarsi in generatori di suoni, creando ambienti sonori immaginifici in un perfetto equilibrio musicale capace di restituire un mosaico evocativo e affascinante.

Progetto e regia: Gabriele Boccacini;
Musiche originali eseguite dal vivo:
Stanislao Lesnoj e SmZ;
Performer: Elena Pisu, Dario Prazzoli, Gigi Piana, Stefano Bosco;
Disegno luci: Andrea Sancio Sangiorgi;
Foto di scena: Giorgio Sottile; Video: Fabio Melotti;
Produzione: Stalker Teatro | Ozmotic

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