DIALOGHI DI PROFUGHI

Quando:
20 giugno 2018@21:30–23:00
2018-06-20T21:30:00+02:00
2018-06-20T23:00:00+02:00
Dove:
Via di S. Salvi
12, 50135 Firenze FI
Italia
Costo:
Ingresso 10 euro. Prenotazione obbligatoria
Contatto:
055 6236195 - 335 6270739

20-21-22 giugno
ore 21:30 Ingresso 10,00€
Teatro

Chille de la balanza
DIALOGHI DI PROFUGHI
da Bertolt Brecht
scrittura scenica
Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza
musiche Alessio Rinaldi e Tommaso Guarna
foto Paolo Lauri
luci e suono Gabriele Ramazzotti

con Federico Carotenuto, Alessandro Casini, Giulia Ciccarelli, Ginevra Emeri, Francesca Gaza, Francesco Gori, Anna Laffi,
Giulia Marcie, Beatrice Massaro, Umberto Moretti, Matteo Pecorini,
Giulio Piumelli e Rosario Terrone

Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.
Info e prenotazioni#055.6236195 | 335.6270739 | info@chille.it

“Il passaporto è la parte più nobile di un uomo. E difatti non è mica così semplice da fare come un uomo. Un essere umano lo si può fare dappertutto, nel modo più irresponsabile e senza una ragione valida; ma un passaporto, mai. In compenso il passaporto, quando è buono viene riconosciuto; invece un uomo può essere buono quanto vuole, non viene riconosciuto lo stesso.

I passaporti si fanno soprattutto per via dell’ordine, che è assolutamente necessario in tempi come questi. Mettiamo che io e lei ce ne andiamo attorno senza un documento che attesti chi siamo, così che non riescono a trovarlo quando ci devono levare di torno: non ci sarebbe più ordine.

(…) Tutto ciò che si butta via, o va a male, o viene distrutto, deve essere registrato e numerato; l’ordine consiste in questo.(…)  La metta così: dove niente sta al posto giusto, c’è disordine. Dove al posto giusto non c’è niente, lì c’è ordine. L’ordine oggigiorno si ha soprattutto là dove non c’è niente. E’ un fenomeno di carenza. (…)

Le dirò una cosa: il potere, il popolo se lo prende solo in caso di estrema necessità. Dipende dal fatto che gli uomini in generale pensano soltanto in caso di estrema necessità. Solo con l’acqua alla gola. La gente ha paura del caos. Ha sempre bisogno di ordine.”.

Ecco alcune frasi lapidarie, sorprendentemente attuali e amaramente divertenti, tratte dai “Dialoghi di profughi” che Bertolt Brecht scrisse nel 1940-1941 negli anni del suo esilio in Finlandia. E’ proprio “Dialoghi di profughi” dei Chille la produzione teatrale di punta dell’Estate a San Salvi 2018, giunta alla sua edizione n. 20: il più longevo dei progetti dell’Estate fiorentina, nato insieme ad essa!

L’estate dei Chille de la balanza, come l’intera stagione, ha come titolo “La libertà è terapeutica”: forse il più noto tra gli slogan attribuito allo psichiatra che chiuse i manicomi in Italia, e il cui nome è legato alla legge 180, di cui quest’anno ricorre il 40.mo.

Teatro, Musica, Danza, Cinema. Sono quasi 80 gli appuntamenti nell’ex-città manicomio, con molti eventi da non perdere assolutamente.

Tra essi, dopo l’immancabile anteprima martedì 12 giugno con l’ennesima replica già tutto esaurito della Passeggiata “C’era una volta…il manicomio”  di e con Claudio Ascoli –  la n. 593 con ad oggi quasi 60.000 spettatori! –  ecco appunto “Dialoghi di profughi” di Bertolt Brecht.

Da mercoledì 20 a venerdì 22 giugno  ore 21 e 30 i Chille mettono in scena alla fine di un lungo percorso di Laboratorio questo scritto che Brecht, esule, scrisse durante il soggiorno in Finlandia nel 1940 dopo la fuga dalla Germania nazista.

I Dialoghi, pubblicati solo postumi nel 1962, sono ad oggi uno dei testi brechtiani meno frequentati.  

Nella scrittura scenica dei Chille, un’intera compagnia teatrale con 13 attori (6 coppie + un singolo!) gioca a mettere in scena i due soli personaggi del testo: l’intellettuale e l’operaio. Nascono così infinite variazioni! I due parlano, parlano… anche perché, dice Brecht, ogni cosa contiene il suo contrario; tra loro il dissidio è appena accennato, forse perché non sono mai impegnati nell’azione; ma così facendo, le contraddizioni galleggiano senza mai esplodere sino a quando…

“Dialoghi di profughi” è un testo di impressionante attualità, un’amara e divertente riflessione su potere e populismo. In scena, in ordine alfabetico, Federico Carotenuto, Alessandro Casini, Giulia Ciccarelli, Ginevra Emeri, Francesca Gaza, Francesco Gori, Anna Laffi, Giulia Marcie, Beatrice Massaro, Umberto Moretti, Matteo Pecorini, Giulio Piumelli, Rosario Terrone. Musiche originali di Alessio Rinaldi, luci e suono di Gabriele Ramazzotti, immagini di Paolo Lauri, scrittura scenica di Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza.

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